L’ESERCITO DELLA BELLEZZA

Viviamo in una fase di cambiamento epocale, in un tempo di crisi e criticità drammatiche, non solo economiche, ma anche valoriali. Diventa, dunque, sempre più importante partire dai cosiddetti “cittadini di domani”, dalla nuova generazione sostenendo la loro crescita come cittadini autonomi e consapevoli. Per far ciò, è necessario insegnare ai giovani il senso della valorizzazione ed il significato di Bene Comune.

I futuri fruitori del nostro patrimonio culturale, dovranno essere sensibilizzati adeguatamente verso ciò che rappresenta un bene culturale e dovranno essere stimolati a partecipare, attivamente e creativamente, ad azioni di valorizzazione e di promozione.

Appare sempre più doveroso inculcare nei giovani, attraverso l’esempio, le buone pratiche, un maggior senso civico verso il patrimonio della collettività, approfondendo innanzitutto la CONOSCENZA dello stesso, perché solo cosa si conosce si può tutelare e valorizzare.

Unicamente in questa maniera, nei ragazzi scatterà la molla di voler difendere ciò che apprezzano e sentono ormai come proprio. Essi diventeranno, come auspicato dal noto archeologo e storico dell’arte Salvatore Settis, come dei soldati di un Esercito della Bellezza impegnati ad operare in difesa dei Beni Culturali e a contribuire alla valorizzazione, promozione e protezione del patrimonio artistico e paesaggistico.

Specialmente le istituzioni, la scuola dovrebbero considerare quale obiettivo primario quello di avvicinare le giovani generazioni alla conoscenza, e quindi alla tutela dei BC come un valore civico, morale. Non esiste un concetto rigido di cosa sia o non sia un bene culturale, vi sono cose, gruppi e complessi di beni che hanno importanza per la storia, la condizione presente e i prossimi sviluppi della cultura per svariati motivi.

La cultura non è proprietà di persone, di classi, di città, di singoli Stati, è di TUTTI. Bene culturale significa dunque Bene Pubblico, ed il vocabolo bene in entrambe le accezioni ha un senso patrimoniale, fa parte cioè di un patrimonio. Il patrimonio culturale è mondiale e allo stesso tempo proprietà di tutti, ciascun Paese risponde del proprio a tutto il mondo civile.

E’ indispensabile, quindi, valorizzare il patrimonio culturale affinché esso si trasformi in una fonte di ricchezza etica, estetica e finalmente anche economica per incrementare lo sviluppo sociale e turistico di una città, di una Regione; e offrire allo stesso tempo un messaggio di speranza in particolare ai giovani che potrebbero far valere la propria creatività, le proprie intelligenze, le proprie competenze e professionalità in un progetto condiviso che guardi al presente con proposte pratiche ed operative e che coinvolgano tutte le componenti sociali.

In conclusione riassumendo, per sostenere la crescita dei giovani come cittadini consapevoli e dotati di senso civico, bisogna in prima istanza stabilire un rapporto di familiarità con i luoghi e gli oggetti che li circondano, in modo da suscitare nei singoli l’interesse di conservare e migliorare la vita della comunità concorrendo a progettare lo sviluppo della città e del territorio nell’interesse comune.

 Anna Nica Fittipaldi