ULTIMA CENA CHIESA SANT’ANNA LAGONEGRO

 

 

Autore Ignoto

Ultima cena

Chiesa di Sant’Anna

Lagonegro

LETTURA ICONOGRAFICA ED ICONOLOGICA

Sul dipinto, situato attualmente presso la chiesa di Sant’Anna in Lagonegro è raffigurata l’Ultima Cena, in particolare l’ignoto artista ha scelto di prediligere il tema eucaristico tanto che il soggetto può essere anche definito come Istituzione dell’Eucarestia.

Invero, ciò che si vede è il momento mistico e solenne, in cui Gesù istituisce tale sacramento attraverso il quale offre il proprio corpo ed il proprio sangue agli Apostoli sotto forma di pane e di vino. Il Cristo, infatti, è rappresentato proprio nell’atto di benedire, mediante il classico gesto delle due dita sollevate, il pane che simbolicamente rappresenta il suo corpo; il gesto dell’indice e del medio sollevati mentre le altre dita sono chiuse verso il palmo della mano indica anche che si sta pronunciando un discorso elevato e solenne da parte di figure di alta dignità. L’episodio dell’Ultima Cena si trova nei Vangeli di Matteo, Marco e Luca, Gesù e i 12 Apostoli volevano celebrare la Pasqua ebraica. Durante l’Ultima Cena Gesù anticipa alcuni avvenimenti, come il tradimento di uno degli Apostoli e la crocifissione.

A differenza delle raffigurazioni canoniche dell’Ultima cena che avvengono sempre in ambienti piuttosto semplici ed umili, anche perché quello che stava accadendo era un momento molto mistico e solenne, in questo caso la stanza in cui si svolge l’evento sacro è molto particolare e contraddistinta da possenti architetture. Alle spalle di Gesù abbiamo due pilastri molto imponenti con un capitello semplice e squadrato, essi appaiono quasi in secondo piano poiché la scena dell’Ultima cena è incorniciata come se si stesse svolgendo su di un palcoscenico teatrale da due tende di broccato rosso riccamente decorate in oro sui bordi, esse però non sono disposte a mò di cortina teatrale, ma annodate sulla sommità in modo da conferire più spazio al fatto sacro.

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Bisogna sottolineare alcune “stranezze” nella rappresentazione degli elementi architettonici che fanno da sfondo alla scena sacra, i pilastri appaiono troppo spessi e soprattutto troppo ravvicinati fra di loro, l’artista volendo esaltarne la resa prospettica ed il punto di fuga mirabilmente coincidente con la figura di Gesù, ha creato uno spazio troppo stretto ed impraticabile per corrispondere ad un’architettura reale.

Gesù e i dodici apostoli sono disposti a cerchio intorno alla tavola rotonda, imbandita solamente di poche pietanze fra cui il pane, evidente richiamo all’eucarestia, ed un piatto in cui campeggia un animale di non facile identificazione che potrebbe essere un maialino, una porchetta. La presenza di un maiale all’interno di una raffigurazione dell’ultima cena, per quanto può sembrare strana, non è da escludere perché secondo l’Iconologia di Cesare Ripa fa riferimento all’avidità, quindi potrebbe simbolicamente essere collegata a Giuda che ha venduto Gesù per trenta denari e quindi all’annuncio fatto da Cristo durante l’Ultima cena secondo il quale uno degli apostoli lo avrebbe tradito, annuncio che come si vede dalle espressioni degli apostoli li lascia sgomenti e stupefatti. L’animale raffigurato nel piatto potrebbe essere anche un coniglio, ma propenderei più per il maiale perché il coniglio dovrebbe essere raffigurato in forma più allungata con le zampe più slanciate e anche coda e muso più lunghi. Tale approssimazione nel disegno non si addice all’artista perché non l’ha dimostrata nella resa né delle emergenze architettoniche che fanno da sfondo alla scena, né tantomeno nella resa e nella caratterizzazione dei protagonisti.

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Gesù è rappresentato al centro della scena secondo l’iconografia classica con capelli e barba lunghi e con i vestiti di colore rosso e blu, due colori iconici poiché il rosso è un evidente richiamo alla passione di Cristo, mentre il blu è il colore mariano per eccellenza, quindi un richiamo alla Vergine madre. Accanto a Gesù con le mani giunte al petto abbiamo l’apostolo Giovanni, il preferito di Gesù ed il più giovane, contraddistinto da un aspetto mite e dolce, quasi femminile.

Di fronte a Gesù rappresentato con il corpo rivolto agli spettatori è Giuda, riconoscibile per la presenza del sacchetto dei trenta denari che stringe nella mano destra. La sua è una posa, particolare ed innaturale poiché è seduto con le gambe incrociate, una posa che indica chiusura nei confronti degli altri protagonisti.

Dei rimanenti apostoli alcuni sono attenti all’evento mistico che si sta svolgendo, altri sono intenti a parlare fra di loro contraddistinti da espressioni incredule e preoccupate dovute all’annuncio del tradimento fatto da Gesù.

Ai piedi del tavolo troviamo un gatto ed un cane, non a caso il gatto simbolo di infedeltà e tradimento è raffigurato nero, mentre il cane simbolo di fedeltà è bianco.

A dividere i due vi è una brocca, probabile allusione al precedente momento della lavanda dei piedi, oppure essere uno strumento liturgico in quanto il sacerdote la utilizza per lavarsi le mani prima della consacrazione. Gesù lavò personalmente i piedi degli Apostoli, dando loro una grande lezione di umiltà, poiché generalmente tale mansione era svolta dal servo di rango inferiore.

LETTURA STILISTICA

A livello stilistico notiamo come l’ignoto pittore si è dimostrato abile a rendere mediante la rappresentazione della scena un’attenta registrazione del quotidiano, con la resa naturalistica dei personaggi caratterizzati da espressioni che potremmo definire ingenue, spontanee che ben fanno trapelare i sentimenti di stupore, incredulità e tristezza.

A livello coloristico abbiamo una predominanza di colori freddi, le dimensioni spaziali sono create dal rapporto luce-ombra sia nel fondo del dipinto sia sulla tavola e nel primo piano. Le figure si contraddistinguono per una ricercata resa volumetrica data oltre che dalla rappresentazione delle torsioni muscolari, anche dalla raffigurazione delle pieghe sui vestiti dei personaggi che movimentano la stoffa creando effetti coloristici e luminosi, conferendo in questa maniera movimento e volumetria. Un altro espediente spesso usato dai pittori per catturare la luce è quello di dipingere stoffe annodate, come accade per le tende di broccato rosso.

Il pittore si è dimostrato fin troppo meticoloso nella resa prospettica della scena, sopratutto nel fondo del dipinto, tanto da accentuare il punto di fuga all’estremo per farlo coincidere con la figura di Gesù creando però in questa maniera uno spazio piuttosto angusto e ristretto.

Dott.ssa Anna Nica Fittipaldi

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